Editoriali

PRANZO NATALE 2023

Pranzo di Natale 2023 ovvero:

La disfatta del Grinch.
Ebbene si, a questo punto lo voglio confessare. In un luogo non meglio definito del mio essere, neanche poi così profondamente recondito e tutt’altro che inconscio, in modalità latente e mai del tutto assopita, vive un piccolo Grinch. Ed il Grinch, è noto a tutti, prova una sua distintiva e peculiare avversione nei confronti del Natale. Questo particolare aspetto della mia personalità, si esprime, non tanto attraverso una specifica antipatia riguardo alla festività in se stessa ma, per dirla con le parole di Charles Schulz, l’inventore di Charlie Brown e di Snoopy: “ a natale sono tutti più buoni, è il prima e il dopo che mi preoccupa”.

Si respira nell’aria, in questo periodo dell’anno, un sentore di bonarietà di circostanza di cortesia da ricorrenza, e, per finir la rima, di falsa riverenza. Il Grinch tutto questo lo percepisce e reagisce male, diviene ipercritico ed ovviamente perde obiettività.

Il Natale comunque sia, al di la dei nostri umori e nonostante noi, rimane comunque magico. E con la sua magia agisce, risvegliando sentimenti mitigati dall’abitudine operando sulla nostra pigra sensibilità e sulla nostra sempre più distratta attenzione.
Conseguenza di questi particolaristati d’animo, ovviamente una delle tante, è il bisogno che sentiamo di tornare a rovistare nella nostra lontana memoria, dove ognuno di noi, suo malgrado, ha lasciato tanto tanto tempo fa, un bambino o una bambina, che godeva di una innocenza mai più vissuta, fatta di carta stagnola che diventava ruscello, di farina che diventava neve, di cartapesta che diventava montagna di nonni che diventavano babbi natale e di innumerevoli altri incanti che solamente gli occhi di un
fanciullo, hanno purtroppo, la capacità di cogliere.

Può essere allora che forse quella del Grinch alla fin fine è solo nostalgia per tutto questo. 10 Bambini e 196 adulti, la sala è stracolma, quando hanno iniziato erano 85, “ It works well,” ma ci hanno lavorato, ci hanno lavorato e ci lavorano parecchio, ecco perché funziona e funziona bene, quando hanno iniziato erano 85, ora siamo 229 e ci stanno ancora lavorando, questo pranzo di Natale ne è viva testimonianza.

Hanno scelto una location incantevole, Villa Icidia, una costruzione fine 800 stupendamente posta sulla Via Tuscolana vecchia alle pendici di Frascati, appartenuta nel passato alla nobiltà Urbinate e trasformata dal sapiente Serafino “ proprietario ed anfitrione del posto” in uno splendido e accogliente Hotel. Ci siamo arrivati dopo un piccolo Run che ha attraversato alcuni dei siti più suggestivi della città che ci battezza col suo nome e che ci onoriamo di rappresentare nel mondo dei bikers, come primo chapter d’Italia. Ci siamo arrivati dopo trentamila kilometri percorsi in Italia ed in Europa, ci siamo arrivati dopo Budapest ed il suo 120° dopo la Carinzia ed il suo Faaker See, dopo Torino ed il suo Hog Inverno, ci siamo arrivati dopo un anno che si sta concludendo e che ci ha visti sempre più protagonisti della strada, ed in omaggio a tutte le strade che abbiamo attraversato, ci siamo arrivati .

E ancora, dopo l’ultimo Sunday Run che ci ha portato a trascorrere una meravigliosa giornata sul lungomare di terracina, appena appena sette giorni fa, alla fine siamo arrivati anche qua, per festeggiare tutti assieme il Natale e la chiusura delle attività annuali.

Questo è un appuntamento al quale non si può mancare è come il panettone o come lo spumante, ma il Grinch è allergico ad entrambe le cose….vedremo. L’atmosfera è quella delle grandi occasioni e la presenza di una moltitudine di “ fratellini e sorelline” sottolinea l’ottima riuscita dell’evento. Si coglie l’occasione forse unica, di rivedere almeno per una volta l’intero parterre dei Soci del #9076, più noto alle cronache come Roma Chapter.

I saluti sono lunghi calorosi e rumorosi, tanto che Pirimpazzo stenta non poco, anche se armato di microfono, a farci giungere la sua voce e pregandoci di “ assettarci” ci augura un buon appetito. Per chi ancora indisciplinato si attarda nei convenevoli, ci sono corpulenti Officer, tipo Fabrizio, in rigorosa tenuta Scozzese, kilt a quadri e sporran compresi, che provvedono all’ordine e alla disciplina. Uno stuolo di camerieri inizia a volteggiare fra i tavoli, così numerosi da costringerli quasi a danzare. Le pietanze sono di buon gusto e di buona fattura, e nonostante la mia arcinota inappetenza, in breve mangio la prima portata, la mia quella di Nico e ovviamente quella del bis, tanto per non fare il complimentoso. Bah… forse sarà l’aria di collina.

Un primo intermezzo per consegnare la “Pezza” grande che con la nuova procedura del “tunnel” rischia di procurare nuovi clienti ai reparti ortopedici dei nosocomi capitolini. A proposito “Auguri ragazzi e ragazze, benvenuti in famiglia” ora cucita sulla schiena avete la “chiave di casa” tenetela da
conto. 10 bambini, mi alzo per la toilette e mentre mi appropinquo li vedo, sono tutti nell’androne che giocano, ognuno nel suo fantastico mondo e ognuno nel suo fantastico modo, gli passo vicino, molto vicino e con una abilità oramai affinata nel tempo, compio un furto.

I genitori sono distratti o esasperati non si capisce bene, però non si accorgono di nulla e a me quello che ho preso serve, poi lo devo dare a qualcuno. La festa continua e le pietanze abbondano, seconda portata, di questa ne mangio una sola porzione, però la chiedo rinforzata. Prima o poi dovrò fare qualcosa per questa totale mancanza di appetito. Secondo intermezzo, si legge il calendario degli eventi per il prossimo anno. Ascolto con attenzione, la cosa mi interessa e non poco. Gli ultimi eventi dell’anno come il run dei Babbi Natale e quello altrettanto importante della Motobefana, al quale nessuno di noi dovrebbe mancare, poi l’Ice tyres, il rompighiaccio, il woman surprise. I nomi dei run si susseguono e mentre mnemonicamente programmo la mia agenda, mi accorgo che Simone ha il microfono in mano.

Sta dicendo qualcosa, c’è un qualcosa il 21 Gennaio, ma la sua espressione è insolitamente seria, strano, lui non ci riesce ad essere serio, mai, neanche quando vorrebbe, e la voce,
la sua voce…mi faccio più attento ed ascolto. “Saremo a Pratica di Mare per una benedizione e per una messa in memoria di quelli di noi che non ci sono più” Già, quelli di noi che non ci sono più. La botta arriva diretta e potente, la sento Io ma la sente pure il Grinch.

Qui il Natale dei mercanti e dei mercati non entra, rimane fuori, lui e tutta la sua stupida propaganda. Questo è il Natale anche del ricordo, e lui, Simone, sicuramente ne avrà molti ma molti di più di me da ricordare , lo capisco dalla espressione del viso che solo apparentemente rimane inalterata, mentre combatte con la commozione che cerca di prendere il sopravvento. Il pranzo continua, c’è ancora posto per il secondo per i contorni e naturalmente per la torta, tutto buono tutto abbondante e nel mio caso quasi tutto doppio.

Con l’avanzare dell’età, e risaputo, si mangia sempre meno. Il primo premio della riffa lo vince Pierino, non vorrei sbagliarmi ma credo non sia la prima volta, c’è puzza d’inciucio c’è da indagare, Tonino propone un’indagine e Patrizia neo eletta Zavorrina dell’anno, sotto al tavolino gli da un calcio sugli stinchi. I tavoli si diradano, quasi come i capelli di Coloricchio, Claudio mi ripropone la sua, mai attuata, intenzione di fare una cena a casa sua, lo fa ogni anno se lo ricorda anche il Grinch, si rilassa e sorride.

Gil mi trascina fino al suo tavolo per una foto con Kigo, forse Luigi con la sua sapiente arte riuscirà a farci venire meno brutti del solito, Gianluca si aggira nella sala esibendo uno splendido paio di baffetti da sparviero di Montesana memoria le girls stanno indossando il cappellone rosso di Noel per il fotografo, che di li a poco le ritrarrà e poi un ultimo scatto Tutti assieme. Uno scatto ufficiale con tutta la ciurma assisa sulla scalinata del ristorante bandiere stemmi e colori compresi. Si è fatta una certa e gli ospiti iniziano pian piano a salutare, io mi aggrego.

Alle 18 c’è la Roma e si sa, Ubi Maior…… La fortuna nella vita è di fondamentale importanza, ed Io ne godo di una buona porzione. Ad esempio, abitando fuori Roma ogni volta che termina un evento ho da percorrere ancora un buon tratto di strada per arrivare a casa, questo mi dona il tempo per le ultime considerazioni. Un’ altra ancora riguarda le 15 personalità differenti che convivono con me, in quello che definisco il mio personale condominio interiore.

Questa tra l’altro è una fortuna di natura rischiosa, temo infatti che se la notizia giungesse all’orecchio del Lupo, potrebbe chiedermi, al momento opportuno, l’iscrizione per tutte quante. Quindi mentre mi avvio lungo i settemila kilometri che mi riporteranno verso l’amata dimora, lo faccio in comitiva.

Ho sempre commiserato quei poveri bipolari, costretti alla stressante monotonia del dualismo, alla lunga diventa come un matrimonio. Nel mio caso si fa baldoria, oggi l’ho già detto era il turno del Grinch ed è infatti lui che pensando di cogliermi di sorpresa, ad un certo punto, accenna un inizio di polemica, ma non gliene do il tempo, metto una mano in tasca ne estraggo qualcosa e gliela porgo dicendo: “ lo sapevo che sarebbe arrivato questo momento, tieni prendi questo l’ho preso per Te, custodiscilo con caparbietà è un regalo molto particolare e spero serva a farti capire il vero Spirito di questa festività.”

Mi guarda perplesso ancora non ha afferrato il significato, e quindi replica: “ che cos’è e perché dovrebbe essere così importante?” Non ci arriva proprio, lui e tutti i suoi pregiudizi, allora mi spiego meglio: “ quello che ti ho appena dato è il sorriso di un Bambino, l’ho rubato dai suoi occhi mentre andavo in bagno, è fatto di carta stagnola di farina di cartapesta e di fantasia, dentro c’è anche un pizzico di nonni.

Ripeto tienilo da conto, ho impiegato quasi tutta una vita per capire cosa rubare alla vita, non…..” Sul suo volto compare una espressione enigmatica che si risolve in una mesta accettazione della sua sconfitta, mi guarda profondamente negli occhi e poi mi dice: “ sono stato bene, ringrazia i Tuoi Amici si vede che ci tengono” Poi con un ultimo sforzo capitola totalmente e mi chiede: “mi ci riporti anche il prossimo anno?”

Auguri
By Moschet.