Editoriali

ICE TIRES 2022

Ice Tires 2022.
Ovvero: Facciamo un giro in Paradiso.

Quando al Briefing che precede la partenza, il tuo Direttore ti dice che: “ sarà un run impegnativo “ tu guardi il Lupo e cerchi di cogliere un minimo indizio, ma Lui è impassibile, salvo aggiungere: “ alla fine
sarete stanchi, ma vi sarete divertiti “ non parliamo del Secretary, lui è imperturbabile, un leggero accenno di sorriso, ma niente di più. Nessuno dice e quindi nessuno sa…. ma andiamo con ordine.

Ce ne sono solamente due, in tutto il calendario degli eventi annuali in programma, uno si chiama Woman Surprise e il significato si coglie da solo, l’altro è l’Ice Tyres. Solamente loro nel protocollo, ottengono la
qualifica Top Secret. Per i comuni mortali, questo significa che del run si conosce solo il giorno e l’ora della partenza e quello del ritorno, il resto è puro mistero. Questa è la regola, nessuno la cambia e in fondo nessuno la vuole cambiare, stimola l’immaginazione ed alimenta il gioco delle ipotesi. Qualche indizio fuorviante, strategicamente fornito dagli organizzatori, contribuisce quasi sempre a raggiungere l’obiettivo desiderato, cioè un completo depistaggio.

La partenza avviene in quel di Via Pontina, altro elemento poco rivelatore, Il Dealer Stefano Lorenzini salutandoci ci augura buona strada, Lui, credo sappia dove andremo, noi… lo scopriremo strada facendo.

Un attimo dopo siamo sull’Aurelia e quindi verso il mare, un piccolo tratto di autostrada e poi all’altezza di Saturnia si gira verso l’interno, proseguiamo in direzione Pitigliano, poi Acquapendente…..vuoi vedere che andiamo in Val d’Orcia ? magari. La giornata promette bene, il tempo che si preannunciava infausto, alla fine si rivela più clemente, l’itinerario fin qui è magnifico, possiamo dirlo, ci sono tutti i presupposti per un ottimo run.

E Val d’Orcia sia, è a San Quirico che ci aspetta un lauto pranzo e una breve pausa ristoratrice. E poi di nuovo, tutti in moto verso l’ignoto, fatto di curve, di colline di paesaggi stupendi e di tantissimo tantissimo verde. Colle val d’Elsa, Volterra, Pontedera e alla fine con il buio e con la pioggia arriviamo a Lucca. Il tempo per una doccia e si riparte, la serata si andrà a concludere in compagnia dei Fratelli del Versilia Chapter, che ci raggiungeranno al ristorante.

Ma assieme a loro incontriamo anche un gruppo di supporter del Portsmouth, una squadra di calcio Inglese gemellata con la Lucchese. Ora provate immaginare cosa può accadere quando un AngloSassone ed un Biker si mettono a bere assieme, si balla, si canta si ride, insomma una sarabanda pura.

Alle nove di mattina siamo di nuovo pronti, l’aria è fresca e rinvigorente ieri è già un ricordo e col dire del Poeta “ carpe diem “ c’è oggi, e oggi sarà leggermente più dura, il leggermente e un puro eufemismo.
Si esce dalla città e conoscendo bene il posto, capisco che ci stiamo dirigendo verso la Garfagnana, altro percorso stupendo, unico nel suo genere.

Cominciamo a salire, da lì si può arrivare fino a Parma, che sia questa la nostra meta finale? Passiamo Borgo a Mozzano, e lì rivedo il malefico Ponte del Diavolo, protagonista di spaventose leggende, che vede nella sua storia addirittura Satana in persona, fra i suoi edificatori. Si sale ancora fino al Passo Carpinelli che segna il confine fra la Garfagnana e la Lunigiana, piccola sosta per ammirare un panorama mozzafiato che offre una veduta sull’intero arco delle Alpi Apuane e poi si inizia la discesa.

È lì che inizio a captare le prime avvisaglie. La direzione e quella che va verso Levanto abbiamo un appuntamento con i fratelli del Portofino Chapter che ci stanno aspettando, ci uniamo a loro e in poco tempo ci ritroviamo in Paradiso. Se alla vita togli le emozioni, non rimane che un inutile quantità di tempo.

I Popoli del Nord lo chiamavano Walhalla I Nativi Americani preferivano Le verdi Praterie, e per I nostri antenati Romani si trattava dei Campi Elisi. La cosa mi sorprende non poco, lo ripeto le prime avvisaglie le avevo già colte, un certo senso di benessere accompagnato da una leggera euforia, ma più andavo avanti, più la meraviglia che mi circondava mi portava da lontano, un pensiero che si faceva sempre più chiaro, che alla fine si è rivelato.

“ Se esiste un Paradiso dei Motociclisti, deve essere molto simile a questo “La panoramica delle cinque terre non si può definire In altro modo, me lo conferma anche la Corsica che in lontananza sorniona, ci osserva. Se persistesse ancora un minimo dubbio, non ci sono problemi, la stupenda Riviera di Ponente, altro capolavoro della natura è lì per persuadere anche l’occhio più “navigato” di tutti.

Sontuosa anche la cena, e alla fine con un residuo di energie raggiungiamo Rapallo e finalmente l’albergo.
Da quando abbiamo messo in moto a quando abbiamo spento, sono passate 14 ore, quasi tutte in moto,forse è per questo che siamo l’Original. Buon riposo Bikers.

È domenica il giorno del rientro, un passaggio a volo radente su Portofino e si riprende la strada per casa. Mi chiedo quante curve abbiamo fatto in questi giorni, la risposta è semplice, sicuramente di più di quanti capelli aveva in testa Bob Marley. Il rientro è spedito e vicino ad Orbetello si trova anche il tempo per un pranzetto niente male, almeno così mi dicono Io assieme a pochi altri preferiamo rientrare un po’ prima. Mi sono dilungato abbastanza e credetemi per contenermi ho tralasciato molte cose, ma un Run come questo, ha bisogno di parole per essere definito.

Un doveroso e meritato ringraziamento ai Maghi che hanno compiuto questo Incantesimo a Tutti Tutti, e un pensiero che rivà all’inizio di questo articolo. Poco prima di addormentarmi, è rivolto a Simone a Sandro e a Mauro a quello che hanno detto alla partenza, ci ritorno su, alla fine sono stati 1.300 tutti magnifici eda buon romano sorrido e dico: “ Tacci…. c’avevateraggione”

Alla prossima.
By Moschet.